Bonus Sicurezza 2026: come funziona la detrazione per l’antifurto

Installare un sistema di allarme o di videosorveglianza in Italia nel 2026 costa meno di quanto pensi. Grazie al Bonus Sicurezza, lo Stato restituisce fino alla metà della spesa sotto forma di detrazione fiscale: il 50% per l’abitazione principale e il 36% per le seconde case.

L’incentivo è valido per tutto il 2026 e non richiede alcuna ristrutturazione. Basta installare un impianto di sicurezza, pagare con bonifico parlante e inserire la spesa nella dichiarazione dei redditi. In questa guida spieghiamo, passo dopo passo, come funziona, chi può richiederlo e cosa fare per non perdere il diritto alla detrazione.

Cos’è il Bonus Sicurezza 2026

Il Bonus Sicurezza è una detrazione IRPEF prevista dall’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Rientra nel più ampio Bonus Ristrutturazioni, ma è un incentivo autonomo: per ottenerlo non serve avviare lavori edilizi o di riqualificazione. È sufficiente che l’intervento sia finalizzato alla prevenzione di atti illeciti, come furti o intrusioni.

In pratica, se installi un antifurto, un impianto di videosorveglianza o una porta blindata nella tua abitazione, puoi recuperare una parte significativa della spesa direttamente nella dichiarazione dei redditi.

I numeri in breve

Detrazione prima casa50% della spesa sostenuta
Detrazione seconda casa36% della spesa sostenuta
Tetto massimo di spesa96.000 € per unità immobiliare
Ripartizione10 quote annuali di pari importo
ScadenzaSpese sostenute entro il 31 dicembre 2026
Ristrutturazione necessaria?No, è un incentivo autonomo
PagamentoBonifico parlante obbligatorio

Esempio pratico: quanto risparmi davvero?

Marco installa un sistema di allarme con videosorveglianza nella sua abitazione principale. Il costo totale, inclusa l’installazione professionale, è di 3.000 €.

Con la detrazione del 50%, Marco recupera 1.500 € in 10 anni, ovvero 150 € all’anno nella dichiarazione dei redditi. In pratica, il sistema che protegge la sua famiglia gli costa 1.500 € anziché 3.000 €.

Se Marco avesse installato lo stesso impianto in una seconda casa (ad esempio una casa vacanze), la detrazione sarebbe del 36%: 1.080 € totali, ovvero 108 € all’anno.

Chi può richiedere la detrazione

Il Bonus Sicurezza non è riservato esclusivamente ai proprietari. Possono beneficiarne tutti i contribuenti soggetti a IRPEF che sostengono la spesa e hanno un titolo valido sull’immobile. In pratica:

  • Proprietari e comproprietari dell’immobile
  • Inquilini (locatari), purché autorizzati dal proprietario
  • Familiari conviventi del possessore (coniuge, figli, parenti entro il terzo grado)
  • Comodatari e titolari di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)
  • Componenti di unioni civili

L’unico requisito fondamentale è che fatture e bonifici siano intestati alla persona che richiede la detrazione. Un caso frequente: se sei in affitto e installi un allarme a tue spese, con l’autorizzazione del proprietario, puoi detrarre tu la spesa.

Quali interventi rientrano nel Bonus

Il Bonus copre un’ampia gamma di dispositivi e lavori, purché siano stabilmente integrati nell’immobile e finalizzati alla prevenzione di intrusioni. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non basta acquistare un dispositivo: è necessaria una posa in opera che comporti una modifica fisica dell’immobile.

Cosa è incluso

  • Impianti di allarme e antifurto con centralina fissa (wireless o cablati)
  • Sistemi di videosorveglianza collegati all’abitazione (telecamere interne ed esterne, registratori)
  • Videocitofoni evoluti con funzione di controllo accessi
  • Sensori di movimento, contatti magnetici per porte e finestre, sirene
  • Porte blindate o rinforzate
  • Inferriate, grate alle finestre, vetri antisfondamento
  • Tapparelle metalliche con sistemi di bloccaggio anti-sollevamento
  • Serrature di sicurezza, lucchetti, catenacci, spioncini
  • Casseforti a muro
  • Cancellate e recinzioni murarie

Cosa non è incluso

Non rientrano nella detrazione i costi di gestione e gli abbonamenti ricorrenti. In pratica, il canone mensile per il collegamento a una centrale operativa di vigilanza (come quello di Verisure o Sector Alarm) non è detraibile. Sono detraibili, invece, l’acquisto e l’installazione dell’impianto fisico.

Allo stesso modo, dispositivi portatili non fissati all’immobile (come una piccola videocamera appoggiata su un mobile) non danno diritto all’agevolazione.

Come ottenere la detrazione: i 4 passaggi

1. Scegli l’impianto e richiedi un preventivo dettagliato

Spiega all’impresa installatrice che intendi usufruire del Bonus Sicurezza. In questo modo la fattura verrà redatta con la descrizione corretta dell’intervento. Assicurati che i lavori vengano eseguiti da professionisti abilitati e che i dispositivi siano certificati (marchio CE, conformità alle normative CEI).

2. Paga con bonifico parlante

Questo è il passaggio più importante e quello in cui si commettono più errori. Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, bancario o postale. Non sono ammessi contanti, assegni, bonifici ordinari o carte di credito.

Il bonifico deve contenere obbligatoriamente tre informazioni:

  • La causale, con riferimento all’articolo 16-bis del DPR 917/1986
  • Il codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Il numero di partita IVA o codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori

La maggior parte delle banche e di Poste Italiane offre moduli precompilati specifici per le detrazioni da ristrutturazione. Se usi l’home banking, cerca la voce “bonifico per ristrutturazione” o “bonifico per detrazione fiscale”.

Attenzione: la banca trattiene l’8%Le banche e Poste Italiane applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico parlante. L’impresa riceverà quindi il 92% della cifra. Questa ritenuta non incide sulla tua detrazione: tu potrai detrarre l’intero importo pagato. L’impresa, dal canto suo, recupererà la ritenuta nella propria dichiarazione dei redditi.

3. Conserva tutta la documentazione

La documentazione va conservata per almeno 10 anni (corrispondenti alla durata della detrazione). Servono:

  • Le fatture dettagliate dei lavori, intestate al beneficiario della detrazione
  • La copia del bonifico parlante con la ricevuta bancaria
  • La dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti l’inizio dei lavori (se non servono titoli abilitativi come CILA o SCIA, come avviene nella maggior parte dei casi per un impianto di allarme)
  • La certificazione di conformità rilasciata dall’installatore
  • I dati catastali dell’immobile

4. Inserisci la spesa nella dichiarazione dei redditi

Non esiste un portale dedicato o una domanda da compilare. La detrazione si ottiene direttamente nella dichiarazione dei redditi:

  • Nel Modello 730: compilando il Quadro E, Sezione I (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”)
  • Nel Modello Redditi PF: compilando il Quadro RP, Sezione I

La spesa si considera sostenuta nell’anno in cui viene effettuato il bonifico (criterio di cassa). Se paghi nel 2026, la prima quota si recupererà nel 730/2027.

IVA agevolata al 10%: un ulteriore risparmio

Oltre alla detrazione IRPEF, è possibile ottenere l’IVA ridotta al 10% anziché il 22% standard. Ma attenzione: i sistemi di allarme rientrano tra i “beni significativi”, il che significa che l’agevolazione segue regole precise.

L’IVA al 10% si applica sull’intero costo della manodopera e sul valore dei componenti, ma solo fino a una cifra pari al valore della manodopera stessa. Sull’eccedenza si applica l’IVA ordinaria al 22%.

Esempio di calcolo IVA

Supponiamo una spesa totale di 2.000 €, di cui 1.500 € di componenti e 500 € di installazione:

  • IVA al 10% sui 500 € di manodopera = 50 €
  • IVA al 10% su 500 € di componenti (pari al valore della manodopera) = 50 €
  • IVA al 22% sui restanti 1.000 € di componenti = 220 €
  • IVA totale: 320 € anziché 440 € (con IVA al 22% su tutto). Risparmio: 120 €

Per ottenere l’IVA al 10%, i componenti devono essere forniti e installati dalla stessa impresa (contratto di appalto). Se acquisti i materiali da un rivenditore e poi li fai installare separatamente, pagherai l’IVA al 22% sull’intero acquisto.

Quando conviene agire

Il 2026 è l’anno giusto per installare un sistema di sicurezza. La detrazione del 50% per l’abitazione principale è confermata fino al 31 dicembre 2026. Dal 2027, l’aliquota scenderà al 36%, con un risparmio nettamente inferiore.

Per evitare imprevisti, è consigliabile non aspettare l’ultimo momento:

  • Entro settembre-ottobre 2026: richiedere preventivi e scegliere l’impresa
  • Entro novembre 2026: effettuare l’installazione
  • Entro metà dicembre 2026: pagare con bonifico parlante (lasciando margine per eventuali ritardi bancari)

Detrazione 2026 vs 2027: quanto cambia?

 20262027
Prima casa50%36%
Seconda casa36%36%
Tetto di spesa96.000 €96.000 €
Su una spesa di 3.000 € (prima casa)Recuperi 1.500 €Recuperi 1.080 €
Su una spesa di 6.000 € (prima casa)Recuperi 3.000 €Recuperi 2.160 €

La differenza per la prima casa è significativa: aspettare il 2027 significa rinunciare al 14% di detrazione in più.

Gli errori più comuni da evitare

Il Bonus Sicurezza è un’agevolazione concreta, ma basta un errore burocratico per perdere il diritto alla detrazione. Ecco i problemi più frequenti:

  • Pagare con carta di credito o contanti — Il bonifico parlante è l’unico mezzo di pagamento ammesso. Nessuna eccezione.
  • Causale incompleta nel bonifico — Deve contenere il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa. Se manca anche solo un dato, la detrazione è a rischio.
  • Fattura generica — La fattura deve descrivere nel dettaglio l’intervento eseguito. Una dicitura vaga come “lavori vari” non è sufficiente.
  • Acquistare componenti separatamente — Se compri l’allarme online e poi lo fai installare da un tecnico, perdi l’IVA agevolata al 10% e rischi complicazioni sulla detrazione.
  • Dimenticare la documentazione — Conserva tutto per almeno 10 anni. Un controllo fiscale può arrivare anche anni dopo.

Domande frequenti

Serve ristrutturare casa per avere il Bonus Sicurezza?

No. Il Bonus Sicurezza è un incentivo autonomo. L’installazione di un antifurto o di una porta blindata è sufficiente, senza alcun intervento edilizio aggiuntivo.

Posso detrarre il canone mensile della centrale operativa?

No. I canoni di abbonamento per servizi di vigilanza e monitoraggio non rientrano nella detrazione. Sono detraibili solo l’acquisto e l’installazione dell’impianto fisico.

Sono in affitto: posso usufruire del bonus?

Sì, a condizione che il proprietario autorizzi l’intervento e che fatture e bonifici siano intestati a te.

Ho un reddito basso: conviene comunque?

La detrazione dipende dalla capienza IRPEF. Se la tua imposta lorda annuale è inferiore alla quota annua di detrazione, perdi la parte eccedente (non è rimborsabile né trasferibile). In caso di dubbio, consulta un commercialista o un CAF.

Posso detrarre un sistema di allarme acquistato online e installato da me?

In linea di principio sì, purché il sistema sia stabilmente integrato nell’immobile e il pagamento avvenga tramite bonifico parlante. Tuttavia, senza installazione professionale perdi l’IVA agevolata al 10% e la certificazione di conformità, che alcune assicurazioni richiedono.

Il Bonus vale anche per i condomini?

Sì. Per interventi sulle parti comuni condominiali (ad esempio, un sistema di videosorveglianza per l’ingresso), la detrazione spetta a ciascun condomino in proporzione alla propria quota millesimale.

In sintesi

Il Bonus Sicurezza 2026 è un’opportunità concreta per chi vuole proteggere la propria casa e ridurre il costo dell’investimento. La detrazione del 50% per l’abitazione principale è la più alta disponibile e sarà valida solo fino al 31 dicembre 2026, prima di scendere al 36%.

Per non perdere il beneficio, la cosa più importante è pagare con bonifico parlante e conservare tutta la documentazione. In caso di dubbio su requisiti e procedure, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio commercialista o a un CAF di fiducia.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, consulta il portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it).